13 luglio 2009

Barriere architettoniche

La disabilità è un argomento poco toccato, in generale.
Si parla spesso di malattie invalidanti che limitano in maniera pesante lo svolgimento delle più normali mansioni quotidiane, della difficoltà di rendere la città a misura di disabile, dell’aiuto che le associazioni pubbliche e private dovrebbero fornire e non arrivano a fornire, ma la conversazione resta sempre su un piano teorico e, di solito, non ci si rende conto che il comportamento di ciascuno, in prima persona, può essere limitante nei confronti di chi, di limiti, ne ha già purtroppo tanti e non per esserselo scelto.
Vi è mai capitato, ad esempio, di arrivare nell’area di un autogrill e trovare libero un posto all’ombra, vicino all’ingresso, contrassegnato dall’immagine della carrozzella e, per leggerezza, aver pensato vabbè, due minuti, dai, il tempo di una pipì, che sarà mai? Vuoi vedere che proprio mo’ arriva uno che ne ha bisogno?
Una possibilità su un milione?
Vero è, che, tanto, se pure arriva la polizia, nemmeno ci fa caso. Le multe sono sempre altre.
E vi siete mai chiesti a cosa servano quelle strisce gialle, ai bordi dei binari, con tutti quei pallini in rilievo, spesso scomodi sotto suole di scarpe sottili come sfoglie di cipolla?
Pensateci, la striscia gialla, comincia caratterizzata in un modo, a strisce, e arriva ai pallini.
Chi mi sa rispondere potrebbe essere meritevole di un premio…
E quando il semaforo a chiamata si mette a suonare per indicare il verde sopraggiunto?
A Barcellona, un accorgimento del genere lo avevano una infinità di tempo fa…
E non vi è mai capitato di richiamare un vigile perché non si è accorto che il solito intelligente ha parcheggiato sulle rampe dei marciapiedi (a cosa serviranno mai?) impedendovi di passare?
C’è anche chi crede (e ne conosco) che le rampe servano per i passeggini dei bimbi.
Certo, anche
E avete mai fatto caso alle posizioni, spesso ridicole, dei parcheggi dedicati? Qualche volta, il lato del passeggero, è proprio dalla parte del marciapiedi. Tanto che ci vuole: scarichi la carrozzella, la posizioni ad una quota di diciotto centimetri, apri lo sportello che gratta sul gradino e prendi in braccio la persona, piegandoti a novanta gradi. Ammesso che la “strega” non scelga proprio quel momento lì per colpirti alla schiena.
E quando chi ti parcheggia alle spalle si incolla a te, rendendoti impossibile aprire il portabagagli? E che sarà mai? Tanto tu fai un po’ di manovra, lasci la macchina di traverso nel traffico e procedi alle operazioni di cui sopra.
E c’è chi vorrebbe entrare nelle associazioni di volontariato.
Nobile, nobilissimo.
Ma basta partire da se stessi, dal proprio vicino, da comportamenti rispettosi dell’altro, dall’educazione dei nostri figli ad un vivere civile, ricordandosi che un disabile (termine odioso quanto handicappato) è un individuo. Senza aggettivi.
Punto.

Lancio una provocazione, sperando che la cogliate: in questi giorni di vacanza, o quasi, in cui la macchina fotografica pare essere un’appendice del braccio, fotografate, denunciate le scorrettezze.
Io, intanto, aspetto la vostra partecipazione.

06 luglio 2009

Ma come...!?

...Nessuno mi fa gli auguri?
Oggi è il mio compleanno!

Vergogna! :-)

01 luglio 2009

Calatrava

Mi stupisco di come le mie mani, stamattina, siano docilissime nel seguire, col pennello dell’acquerello, le poche linee appena tracciate con la matita grassa.
In un attimo si stende il rosso, poi segue il blu, quindi, il giallo.
Credevo di aver dimenticato come si fa e, invece, ricordo lontano di un corso di pittura frequentato anni fa e miseramente abbandonato, riaffiora quel briciolo di conoscenza messa da parte. Ah, impara l’arte…
Avevo chiuso in un cassetto i vecchi pennelli e qualche tubetto, che non ci stava alla dimenticanza, s’è ammutinato seccandosi. Adesso li guardo, lì davanti a me, i pennelli ancora immersi nell’acqua ormai divenuta giallognola e il piatto che è tutto un impasto multicolore e penso che la conferenza di Calatrava, ieri sera, ha risvegliato in me la passione per l’architettura.
Pochi tocchi su alcuni fogli, il colore come tratto dominante ed è riuscito a spiegare forme apparentemente semplicissime, volute dalla natura e, poi, plasmate dalla mano sapiente dell’uomo in formule tecniche che sfidano la gravità. Ponti, volumi che paiono poggiare sul niente…davvero, mi chiedo, è possibile? Davvero l’ingegno dell’uomo può?
Lo trovo incredibile, quando mi guardo indietro nella storia.
Eppure, la storia stessa è costellata di esempi incredibili per il momento in cui nascono, basti pensare agli acquedotti romani, ad esempio.
Com’è che ha detto?
Ha detto che rispetto al cammino dell’umanità ognuno di noi percorre un tratto brevissimo che gli consente di lasciare non un insegnamento per tutti gli altri, ma solo di dire la propria opinione. Lasciare traccia di un pensiero.
E così, ogni opera di architettura è espressione di una opinione.
Questo, più o meno. E, intanto, acquerellava e a me veniva voglia di fare lo stesso.
Se lo guardo da questa prospettiva, questo mestiere non mi fa più paura, come succedeva da qualche tempo.
Questo a parole mie.

Certo, le sue architetture sono opinioni molto ben pagate.
Vabbè… dettagli, dai…

19 giugno 2009

Hitech

Detesto il navigatore satellitare, ecco.
Voglio dire, sarà anche utile ma è capace di insaponarti il cervello al punto che gli dai ascolto anche quando la città la conosci bene e non ne avresti bisogno così, dopo un po’, ti maledici perché la strada che volevi fare tu era anche più breve e…vatti a fidare!
Davvero, stasera ho scoperto che lo detesto.
Era importante che arrivassi in un posto e, invece, sono dovuta tornare sui miei passi.

13 maggio 2009

"Norma", seconda puntata



La storia continua...

10 maggio 2009

Indovinello

E' previsto un premio per chi indovina cosa ho fatto oggi.
Dada è esclusa dalla competizione, perchè le basta guardare questa foto per sbaragliare la concorrenza!
Su, non è difficile...

Una domenica all'opera

...Nonostante il sole spacchi le pietre.
Io esco a godermi la giornata, non prima, però, di avervi lasciato questa perla.
Vi ricordate quando in tv c'erano dei bei programmi ormai dimenticati?
Altro che fiction e reality show...

Vi lascio la prima "puntata" di una storia incredibile, raccontata da un sempre straordinario Alessandro Baricco.
A proposito, Alessandro Baricco, mi permetto di darti del tu, ma che fine hai fatto?Perchè non torni?