08 luglio 2011

Trentacinque

Ieri ho compiuto i miei primi trentacinque anni*.
Tristi.
L’assenza di mia madre si è sentita dal momento in cui ho aperto gli occhi, dato che era la prima a chiamarmi, svegliandomi il più delle volte, per gli auguri di rito. E i suoi erano quelli sinceri.
Non pensavo di perderla così presto. Uno razionalmente non se lo pone mai il problema, non quando è giovane, in forze e pieno di progetti per il futuro. Una mamma, dopotutto, è questo: la speranza e la voglia di correre avanti, di lanciarsi a guardare cosa c’è oltre l’angolo.
Non fanno che tornarmi in mente le ultime cose che ci siamo dette, gli ultimi desideri che abbiamo espresso, anche qualche piccola discussione avuta.
Mi manca moltissimo.
Non c’è nulla che possa colmare la sua assenza, non una persona, un progetto; non un lavoro o un oggetto. Neanche un ricordo.
E’ stato un giorno triste, ma come al solito, non potevo esprimerlo. Come si fa quando la gente nemmeno ti guarda in faccia? Perché abbiamo perso la capacità di metterci sulla lunghezza d’onda del nostro prossimo?
Questo tempo passerà o lo faremo passare…


* mentre pubblico è passata la mezzanotte...i giorni diventano due.

5 commenti:

Lapenna Daniele ha detto...

Ti faccio gli auguri più vivi di buon compleanno ( li accetti seppur in ritardo? ).

Non scrivo le solite frasi fatte,
ti auguro solo di andare avanti con forza, decisione ed esser sempre felice e sorridente,
perchè immagino che tua madre amasse vederti sempre felice.

Un abbraccio

Nidia ha detto...

tanti cari auguri nonostante tutto!

vita ha detto...

Grazie, Daniele.
Grazie, Nidia.
:-)

giardigno65 ha detto...

auguri (ma così in ritardo valgono ancora?)

vita ha detto...

Per me valgono sempre...:-)