-E’ diverso, stavolta.
-Diverso in cosa?- chiedo pur conoscendo tutte le risposte. Siamo di nuovo allo specchio, dopo questi anni volati via in un niente.
-Tu hai fatto le tue esperienze, si è accorciata la distanza che c’era tra di noi.
-Tu ti sei sposato, però…ed io…
-…Con gli esiti che sai.
-..no, invece.
-Già, ma tutto il resto ha lo stesso peso. O no?
Anche di più, vorrei aggiungere, ma non è importante che lo racconti a lui.
Non fa parte della mia vita.
-Insomma, per quale motivo sei piombato qui? Una volta tanto, sii chiaro: di’ quello che ti ha spinto e cosa ti aspetti. Cerchiamo di essere adulti e di non offenderci, di parlare a cuore aperto e senza il timore di quello che siamo, senza le solite sovrastrutture che, è dimostrato, ci portano male. Alla mia età, non ho più paura di nulla e sento che non voglio spendere il mio tempo in stupide prese di posizione.
-Tu non ne hai mai avuta, se ben ricordo. Devo riconoscere che sono stato io, quello frenato, a scatenare i nostri comportamenti negativi.
-Vabbè. Ormai…
Lo dico pensando che di fronte a me c’è un uomo che, al di là della personale, disastrosa situazione presente, ho amato dolorosamente e per il quale adesso provo sentimenti contrastanti. Affetto, senso di rivalsa data la sua arroganza passata, tenerezza, senso di protezione e di nuovo affetto. Non amore.
Eccolo, il grande assente.
E come si fa, così, all’improvviso, a richiamare dal passato la forza e l’inconsistenza di ciò che mi ha fatto così male?
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